Scopri L'Umbria

L'Umbria è una regione antica: posta al centro della Penisola, da sempre è stata un transito obbligato per genti, idee, culture.
Non si affaccia sul mare, ma il continuo alternarsi di paesaggi montuosi, collinari e pianeggianti, la rendono uno spettacolo della Natura: il Cuore Verde d'Italia, da visitare e ammirare in tutte le sue sfaccettature.

Eventi

Umbria Jazz è forse l'evento più famoso tra i tanti che si svolgono in Umbria.
Festival Jazz di altissimo livello, con una storia ormai più che trentennale, si svolge a Perugia nel mese di luglio.
Da alcuni anni si svolge anche un'edizione invernale, a Orvieto, tra dicembre e gennaio.

Eurochocolate è la manifestazione più dolce è golosa d'Italia.
Il cioccolato in tutte le sue forme e declinazioni, è il protagonista di questa kermesse, che si svolge ogni anno a Ottobre a Perugia. Animazioni, convegni, mostre, laboratori didattici per adulti e bambini e l’imperdibile Chocolate Show con la più ricca varietà di cioccolato italiano e straniero: un turbinio di appuntamenti davvero per tutti i gusti...

A Foligno, ogni anno, a Settembre, i primi piatti sono protagonisti assoluti, grazie al festival "I Primi d'Italia".
Fra tradizione e innovazione, menu e degustazioni nei Villaggi del Gusto distribuiti per tutto il centro storico. E poi corsi a cura dei migliori chef, performance artistico-gastronomiche, le gallerie dei formati speciali, le mostre, i libri, il cinema, tanti spettacoli.

La Quintana di Foligno, è una delle giostre di tradizione più importanti d'Italia.
Si svolge ogni anno in due edizioni, a Giugno e a Settembre. La cerimonia della lettura del Bando, con il Corteo Storico, e la giostra vera e propria, che si svolge al "campo de li giochi", sono preceduti e da una serie di eventi e manifestazioni. In particolare, nei quindici giorni che precedono il torneo, vengono aperte le "Taverne" dei singoli rioni, che offrono ogni sera menu a base di piatti tipici.

A novembre, Trevi e l'Olio Extra Vergine di Oliva sono i protagonisti di Festivol. Due giorni in cui tutta la città è in festa, dove si possonno visitare incantevoli palazzi, dove i ristoratori di Trevi servono piatti a base di sedano nero, e altri presidi slow food, tra cui quelli del Lazio, della Campania, e dell’ Abruzzo, dove si tengono degustazioni di Olio Extravergine di Oliva di Trevi appena franto e di vini dell’ Umbria.

Itinerari

Il Casale "Le Cantinelle", si trova in una posizione ideale per visitare i luoghi più caratteristici della Regione. Paesaggio, Arte, Cultura, Eventi, e i famosi prodotti tipici locali di questa Regione, ti aspettano a due passi dal Casale:

Todi

Todi é una cittá medievale di rara bellezza ed eleganza. Sorge sulla cima di una collina che domina l'incantevole valle del Tevere, un territorio ricco di arte, cultura, tradizioni, sapori e molto altro, che ti aspettano per essere scoperte. Di recente, Todi è stata definita la città più vivibile al mondo.

Oltre al maestoso Duomo, sono da visitare il Tempio di Santa Maria della Consolazione e il Tempio di San Fortunato, che ospita le spoglie di Jacopone da Todi, uno dei massimi poeti del medioevo italiano. Tutti conservano opere d'arte di importanti artisti di varie epoche.

  • Todi, 7km
  • Orvieto, 35km
  • Deruta, 20km
  • Perugia, 45km
  • Cascia, 90km
  • Assisi, 40km
  • Gubbio, 60km
  • Cascata delle Marmore, 40km

E poi ancora Foligno, Spello, Bevagna, Le Fonti del Clitunno e la splendida Spoleto, tutte nelle vicinanze, con un ricco calendario di manifestazioni estive per il tuo divertimento.

I Luoghi della Natura

Nella grande varietà di paesaggi e bellezze naturali dell'Umbria, ti proponiamo tre idee affascinanti:

Seguendo il Tevere: ambiente e storia lungo il percorso del grande fiume...

Il Tevere, "Fiume della Storia", nasce quasi come un torrente, e comincia ad allargarsi proprio in Umbria, verso Città di Castello. Il tratto medio-basso, per circa 50 km, è stato modificato dall'uomo per le esigenze dell'industria: si è creato così il Parco Fluviale del Tevere, che proprio da Todi ha inizio.
Immagine del Lago di Corbara in Umbria A Montemolino il Tevere scorre tanto rapido che il tratto viene chiamato “il Furioso”, aggira poi le colline a “Cul del Monte”, scende calmo verso Todi dove è battezzato “Tever morto”. Al ponte di Pontecuti riaccelera il suo corso, fiancheggiato da ontani, salici e pioppi e, dopo la confluenza con il Naia, si inoltra per quasi 8 km nella Gola del Forello. Le sue aspre pareti verticali sono coperte dal leccio e del carpino, dall’erica, dalla ginestra e, nel Vallone della Pasquarella, dal lauro e dal fico selvatico.

È in questo tratto che vivono e nidificano la poiana, lo sparviero e il nibbio reale, mentre oltre, dove si allarga sempre di più lo specchio del lago di Corbara, si trovano il germano reale, la moretta, l’airone cinerino e il martin pescatore. Le acque del lago sono popolate dalla carpa, dall’anguilla e dal cavedano, meta importante per gli amanti della pesca.

L'oasi di Alviano - Umbria

Una volta superata la diga, il Tevere accoglie da nord il fiume Paglia e dopo qualche chilometro da vita all’ampia area palustre di Alviano, con la sua rigogliosa vegetazione idrofita, rifugio ottimale per gli uccelli acquatici, dove l’Oasi del WWF gestisce strutture di visita e di studio di un centro di formazione permanente sull’ambiente lacustre e sull’avifauna.

Le Fonti del Clitunno: dove la natura diventa poesia...

Le Fonti del Clitunno sono un vero e proprio gioiello naturalistico dell'Umbria. Polle d'acqua limpidissime e una vegetazione lussureggiante creano un ambiente unico e di straordinaria bellezza. Erano già famose in epoca romana, quando erano dedicate al Dio Clitumno, personificazione del fiume, e furono celebrate da Plinio e Virgilio nei loro scritti. In tempi più recenti hanno ispirato poeti come Byron e Giosuè Carducci, che le rese celebri con la famosa ode "Alle Fonti del Clitunno", contenuta nelle "Odi Barbare". Le acque sgorgano dalla roccia e formano un delizioso specchio d'acqua, con una superficie di quasi diecimila metri quadrati. In questo piccolo laghetto prosperano numerose specie vegetali: tra essi il muschio, le fanerogame, la coda di cavallo acquatica, la mestolaccia, la brosca increspata, la gamberaja maggiore, il nontiscordardimè delle paludi, il nasturzio acquatico, detto anche crescione. Tra gli alberi che caratterizzano l'ambiente intorno alle rive, il pioppo cipressino e il salice piangente. Circa un chilometro più a valle si trova il Tempietto del Clitunno, di incerta datazione: forse di origine romana, poi trasformato in sacello paleocristiano, conserva gli affreschi sacri più antichi dell'Umbria, tra cui un "Pantokrator" dell'ottavo secolo.

La Cascata delle Marmore: uno spettacolo imponente...

La cascata delle Marmore è uno degli scenari più suggestivi di tutta l'Umbria. Le acque spumeggianti che precipitano lungo tre salti per un dislivello di circa 165 metri, creano un effetto fantastico di luce e fragore.
Fu un'opera voluta dall'uomo, per primo dal console romano Manlio Curio Dentato, che fece deviare il fiume Velino, convogliandolo verso il Nera dopo un grande salto. A più riprese diversi papi tentarono di migliorare il lavoro, fino alla definitiva sistemazione del XVIII sec., dovuta all'architetto Andrea Vici.
Sulle origini della cascata c'è una leggenda: una ninfa di nome Nera si innamorò di un bel pastore: Velino. Ma Giunone, gelosa di questo amore, trasformò Nera in un fiume, che prese appunto il nome di Nera. Allora Velino, per non perdere la sua amata, si gettò a capofitto dalla rupe di Marmore. Questo salto, destinato a ripetersi per l'eternità, si replica ora nella Cascata delle Marmore. Da sempre hanno costituito un richiamo e una suggestione per artisti e poeti, da Plinio a Corot, da Vittorio Alfieri a lord Byron. La cascata, nel XVIII e XIX secolo, rappresentava molto spesso una giornata di visita del Grand Tour verso Roma.
Le acque, che alimentano una centrale idroelettrica, vengono rilasciate al massimo regime per alcune ore al giorno, permettendo al pubblico la visione delle cascate in tutta la loro spettacolare imponenza.

Arte e Storia

C'è veramente l'imbarazzo della scelta, in questa regione più che millenaria. Ti proponiamo delle vere e proprie scoperte:

Attorno alle Cantinelle: bastano pochi passi...

Il Casale "Le Cantinelle" è immerso nella campagna tuderte, un comprensorio che ha il suo gioiello proprio in Todi. Nei dintorni, però, trovate altre perle da visitare, tutte raggiungibili in pochi minuti.
A circa 15 km verso nord, passando magari per Pontecuti, arrivate a Montecastello di Vibio: le sue origini sono precedenti al dominio Romano, e per la sua particolare posizione, arroccata sulla sommità di un colle, permette di ammirare un panorama unico. All'epoca Napoleonica risale il teatro della Concordia, considerato il più piccolo del mondo.
Proseguite ancora verso nord, fino ad incontrare Fratta Todina, uno dei più piccoli comuni dell'Umbria, anticamente conteso tra Perugia e Todi. É da vedere il Convento di Santa Maria della Spineta, uno dei luoghi più suggestivi della tradizione francescana. Infine, terminate la piccola escursione a Marsciano, dotato di un territorio disseminato di castelli e borghi medievali. In uno di questi, Cerqueto, Nella Chiesa Parrochiale di Santa Maria Assunta, è conservato il primo affresco datato del Perugino.

Gli Itinerari di Jacopone: nei luoghi del poeta e beato...

Jacopone da Todi è una delle figure esemplari della spiritualità Umbria: sull'esempio di San Francesco, dopo l'improvvisa e tragica morte della moglie, iniziò un cammino penitenziale che lo portò in seguito ad entrare nell'ordine francescano. Ebbe diverse vicissitudini e subì la persecuzione a causa di papa Bonifacio VIII. Tutta la sua vita fu segnata dall'amore per la poesia, che pose al servizio della comunità per il miglioramento dell'anima: fondamentale è lo Stabat Mater e famose le sue 93 Laudi.
Ripercorrendo alcune delle tappe del cammino di Jacopone, troveremo alcune delle opere d'arte più significative del patrimonio storico e culturale Umbro:
Naturalmente si inizia da Todi, che ha dato i natali al frate poeta: in piazza Martino I, secondo la leggenda si trovava la sua casa natale. Nella Chiesa di San Silvestro, troviamo affreschi di “Jacopone a colloquio con Cristo” (1315-1325). Il Palazzo Pongelli Benedettoni, secondo la tradizione, sarebbe stata la dimora di Jacopone dopo il matrimonio con Vanna dei Conti di Coldimezzo, poi arricchita di un ciclo di affreschi sulla vita di Jacopone (XVIII secolo). Il Convento di Montecristo e il Convento di Montesanto, sono i probabili luoghi dove Jacopone è stato seppellito per circa un secolo dopo la morte, prima di essere trasportato nella centro cittadino. Il Tempio gotico di San Fortunato, infatti, conserva:
  • Monumento a Jacopone ai piedi della scalea (1930)
  • Affreschi di scuola giottesca (1300 circa)
  • Tomba di Jacopone, nella cripta (collocazione nel 1596)
  • Reliquiario di Jacopone, con i resti della mascella (1759)
A Baschi (circa 27 km da Todi, verso Orvieto), Jacopone trascorse i primi anni dopo la conversione: il santuario di Santa Maria della Pasquarella, luogo immerso nella Gola del Forello, raggiungibile attraverso comodi sentieri, fu scelto per come ritiro di penitenza. Al Convento di Pantanelli, a Baschi, avvenne la formazione spirituale di Jacopone, dopo l'ingresso nell'Ordine dei Minori. Collazzone, fu invece il luogo, secondo la tradizione, dove Jacopone scelse di ritirarsi qui dopo la liberazione del carcere: Nell' Ex Monastero delle Clarisse di San Lorenzo, trascorse gli ultimi tre anni di vita, ormai anziano e ammalato, prima di morire nel 1306. Nella Chiesa di San Michele Arcangelo, a Collazzone, troviamo una statua lignea della “Madonna col Bambino”, del XIII secolo

Da Bevagna a Trevi: non solo vino e olio...

Ti presentiamo un breve itinerario per visitare tre cittadine, ricche di storia e arte. Parti dunque in direzione Foligno e fermati a:

Montefalco

Famosa per il vino Sagrantino, Montefalco è definita 'Ringhiera dell'Umbria' perché domina le valli del Clitunno e del Topino, tributari del Tevere: dal suo belvedere si gode una meravigliosa vista. Come molti centri di questa regione, Montefalco fu popolata dagli Umbri, ancora prima che dai Romani. La città, legata fortemente allo Stato Pontificio, nel Rinascimento visse un forte sviluppo economico, artistico e civile. Sono da vedere:
  • La Chiesa di San Francesco, edificata a metà del '300, sede del Museo civico dal 1895. Custodisce opere pittoriche databili dal XIII al XVII secolo di Benozzo Gozzoli, del Perugino, dell'Alunno e di altri pittori illustri.
  • Il Teatro San Filippo Neri, Ex Chiesa di San Filippo Neri (XVIII sec.) Adibito a teatro dopo il 1895, è stato di recente rimesso a nuovo e ospita opere di Luigi Frappi.
  • La Chiesa di Sant'Illuminata (XVI sec.) con affreschi di Francesco Melanzio
  • La Chiesa di San Fortunato, con affreschi di Benozzo Gozzoli e Tiberio d'Assisi.
  • La Chiesa di Sant'Agostino, con opere di Ambrogio Lorenzetti e Bartolomeo Caporali.

Bevagna

Bevagna ha conservato quasi intatto il suo assetto urbanistico medievale che ricalca in larga parte la pianta della città romana.
E' da vedere piazza Silvestri, considerata una delle più belle del mondo: nonostante l'asimmetria, dovuta a stili, storie, tempi che si sono succeduti e fronteggiati, si rimane pervasi da una sublime armonia.
Il Museo Civico, ospita dipinti e una cospicua raccolta archeologica. Fa parte del circuito cittadino che comprende la visita al Mosaico delle Terme Romane e al teatro Francesco Torti, che si trova all'interno del Palazzo dei Consoli, edificato intorno al 1270.

Trevi

Arroccata sul Monte Serano, stretta da mura romane e medievali, Trevi è circondata da distese di ulivi, che ne fanno la capitale dell'olio Umbro. Chiese, torri e palazzi rinascimentali, caratterizzano l'assetto urbano di origine medievale, e conservano affreschi e opere di maestri quali il Perugino, lo Spagna e Rocco da Vicenza. Nel territorio di Trevi, a Bovara, esiste da circa diciassette secoli il più vecchio olivo dell'Umbria. È detto “Olivo di Sant'Emiliano”, perché lì presso si dice che fosse martirizzato il primo vescovo e poi patrono di Trevi.

I Sentieri dello Spirito

L'Umbria ha dato i natali ad alcune delle più importanti figure della cristianità: primi fra tutti San Francesco di Assisi e San Benedetto da Norcia.
Numerosi sono i luoghi della spiritualità in Umbria: noi te ne proponiamo alcuni tra i meno "turistici":

L'Abbazia di San Ponziano a Spoleto

Sorge al di fuori della cinta urbana di Spoleto, a poca distanza dal cimitero e dalla chiesa di San Salvatore, fra boschi ed oliveti. Edificata sul luogo dove la tradizione vuole fosse martirizzato e sepolto il giovane spoletino Ponziano (175 d.C.), divenuto in seguito patrono della città, ha visto avvicendarsi nel corso dei secoli diversi ordini monastici. La facciata, la cripta e le absidi, sono gli elementi originali che restano dell’antica chiesa romanica. La cripta ha conservato l’impianto originario del XII secolo e si presenta suddivisa in tre corte navate con absidi terminali di cui la centrale, molto più ampia è a sua volta divisa in tre navatelle concluse da altrettante absidiole; la copertura è con volte a crociera sostenute da colonne con capitelli di spoglio. Gli affreschi del XIV-XV secolo e tre antichi sarcofaghi contribuiscono ad aumentare il fascino dell’ambiente. Nella sala capitolare del monastero inoltre è conservato un grande affresco datato 1482 che rappresenta la Madonna con il Bambino tra i Santi Benedetto e Ponziano, patroni di Spoleto e Norcia.

L'Abbazia di San Benedetto al Subasio

L’antica abbazia di San Benedetto sorge isolata in mezzo ai boschi nel versante occidentale del monte Subasio, non lontano dal centro storico di Assisi. Nonostante l’aspetto decadente dell’intera complessa struttura, l’abbazia permette di immergersi all’interno di un affascinante verde paesaggio. La chiesa, alla quale si accede attraverso un semplice portale, si presenta a navata unica con pianta a croce latina e con la zona presbiteriale rialzata. Al di sotto del presbiterio si apre la cripta romanica suddivisa in cinque piccole navate da una serie di colonne. La copertura, in parte crollata o forse mai ultimata, è caratterizzata da due archi. Della struttura romanica restano invece le mura perimetrali, l'abside primitiva semicircolare e la cripta della seconda metà dell’XI secolo. Agli inizi del XIII secolo l’abate di San Benedetto concesse a san Francesco di poter utilizzare la piccola chiesa di San Damiano e la cappella della Porziuncola. Nonostante l’abate non lo richiedesse, San Francesco si impegnò a corrispondere un affitto annuo (un cestello di pesci) per la concessione della Porziuncola. L'abate volle contraccambiare, offrendo l'olio per la lampada della cappella. Lo scambio di doni tra i frati minori della Porziuncola ed i benedettini si celebra ancora oggi il 21 marzo presso l’abbazia di San Pietro.

L'Abbazia di San Silvestro a Spello

Da Spello si sale fino al castello di Collepino (m 600) e si oltrepassa il paese e dopo alcuni tornanti si incontrano sulla destra i resti dell'abbazia di San Silvestro (m 751). Secondo la tradizione, fu insediamento eremitico fondato da San Romualdo nel 1025, probabilmente su un preesistente edificio;
divenne poi abbazia camaldolese (1150). Immersa all’interno del suggestivo Parco del Monte Subasio, l’abbazia è importante testimonianza della presenza benedettina in Umbria. Della struttura originaria della chiesa rimane la zona presbiteriale, con l'abside semicircolare, dove si possono ammirare l'affresco rappresentante la Madonna in trono col Bambino, l'interessante sarcofago dell'altare maggiore e la cripta sottostante. Quest'ultima è un pregevole esempio di architettura monastica medievale (XI secolo) e si presenta come un vano rettangolare con le tre possenti colonne che sorreggono la volta a botte fortemente ribassate. La notorietà dell'abbazia di San Silvestro era legata soprattutto alla "divozione che riscuote specialmente dalle donne che senza interruzione vi traggono da ogni parte per ottenere a intercessione del santo continue grazie bevendo l'acqua denominata di San Silvestro", ritenuta particolarmente efficace per le puerpere prive di latte. Nella cancellata della chiesa venivano annodate cuffiette e camiciole di neonati offerte dalle mamme che avevano ottenuto la secrezione del latte dopo aver bevuto l'acqua.

Le Strade del Gusto

La Cucina Umbra, forte di prodotti pregiati e tradizioni millenarie, offre una quantità innumerevole di delizie per il palato.
Spiccano il tartufo nero di Norcia, e l'arte delle norcinerie, insieme a vini pregiati e rinomati. L'olio umbro, poi, una Dop che interessa l'intero territorio regionale, è universalmente riconosciuto come uno dei migliori del mondo...

La Valnerina: terra di norcini, casari e tartufari...

La Valnerina, una valle immersa nel verde, nel versante umbro dei Monti Sibillini, è il teatro di una eccezionale tradizione enogastronomica. Un territorio particolare e una antica tradizione rurale, hanno generato nel corso di secoli, prodotti tipici di eccellente qualità e una cucina dai sapori inimitabili. Percorrendo la valle, si troveranno il profumo del tartufo nero, i sapori e i colori della lenticchia, la fragranza del farro, la pastosità dei salumi, la delicatezza della trota, il sapore dei gamberi rossi del Nera, la morbidezza piccante del pecorino, la finezza dorata del miele e il profumo intenso dello zafferano.
In questo territorio, Norcia è celeberrima per la lavorazione del maiale, tanto da dare il nome a coloro che si dedicano a questa attività: "NORCINI". I loro prodotti di altissima qualità e la loro maestria, erano rinomati già in epoca romana. In particolare, Norcia e la Valnerina sono famose per la produzione di un particolare tipo di prosciutto, detto “salato” o “di montagna” perché, oltre alla consueta salatura e alla copertura di pepe nella parte priva di cotenna, viene lasciato maturare lentamente nella sottile e secca aria di montagna. Inconfondibile è la tipica forma a pera che lo differenzia ulteriormente dagli altri prosciutti.
Ancora da ricordare è La “corallina di Norcia”, a pasta finissima, insaporita da pepe e aglio macerato al vino e spesso affumicata bruciando bacche di ginepro.
Grazie ai pascoli ricchi di questo territorio, si ottiene un ottimo latte, materia prima per i rinomati formaggi. Particolarmente noto è il pecorino di Norcia, prodotto in tutta la Valnerina, con una pasta morbida, dal gradevole sapore dolce. E naturalmente, il formaggio al tartufo nero e la Nanetta, formaggio freschissimo e senza aggiunta di fermenti.
Infine la Lenticchia di Castelluccio di Norcia, la più rinomata d’Italia e del mondo, famosa per la delicatezza e per le dimensioni minute, e giustamente riconosciuta come Indicazione Geografica Protetta (IGP).

Il Sagrantino di Montefalco: l'eccellenza nel vino...

E' un vino di grande struttura, una Docg ottenuta esclusivamente da uva Sagrantino. Ricchissimo di polifenoli e di tannini, necessita quindi di un lungo periodo di affinamento, nel legno prima, nella bottiglia poi.
Il Sagrantino passito si accompagna a preparazioni dolci a pasta non lievitata, abbastanza consistenti, in particolare pasticceria da forno, crostate con marmellate di more o di altri frutti rossi. Va bevuto come vino da meditazione o accompagnato a formaggi pecorini molto piccanti quando è invecchiato.
Il Sagrantino secco invece và abbinato a grandi arrosti, cacciagione, selvaggina da pelo e formaggi a pasta dura.
I borghi storici di Bevagna, Castel Ritaldi, Giano dell'Umbria, Gualdo Cattaneo e Montefalco costituiscono il territorio, coltivato a vigneto ed ulivo, costellato da torri, borghi e castelli medievali, su cui si estende il percorso enogastronomico della Strada del Sagrantino. Qui vengono proposti durante l'intero arco dell'anno numerosi appuntamenti che permettono di conoscere ancora più da vicino il vino e le altre prelibatezze gastronomiche, nonché la cultura del luogo.
Alcuni ipotizzano che il vitigno sia stato importato dall’Asia Minore dai seguaci di San Francesco: da qui il nome, in quanto i frati ne ricavavano un passito destinato ai riti religiosi.